Pionier Etrusco Camping Village

Camping Pionier Etrusco tre parole che racchiudono una...


  1. evoluzione fatta di cura dei servizi,

  2. attenzione alle esigenze dei propri clienti,

  3. continua innovazione.

Una azienda fatta di persone che amano il proprio lavoro.
Una tradizione arrivata ormai alla terza generazione.
L'esperienza ultra sessantennale il nostro valore aggiunto.
Siate curiosi, sfogliate le nostre pagine, scoprite tutte le opportunità che offre il nostro territorio, storia, archeologia, arte, natura, acque, tradizioni centenarie tipiche dell'aspra e ruvida maremma.
logo pionier

+39 0766 802807
info@campingpe.it
via Vulsinia snc Marina di Montalto
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La storia degli uomini e delle donne che hanno avviato l’industria del turismo a Montalto

 

È dal 1953 che all’interno della pineta di Montalto Marina esiste il Camping Pionier Etrusco, uno dei primi ad entrare in funzione nell’Italia del miracolo economico; quell’Italia che stava scoprendo le ferie e le vacanze al mare, grazie a quei primi turisti provenienti dalla Germania, dall’Austria e dalla Svezia, innamorati un po’ dell’Italia e un po’ degli italiani. Quanti amori sono nati sotto questi pini, quanti ragazzi e ragazze di Montalto hanno avuto avventure o amori anche più duraturi con turisti arrivati al Camping Pionier! Tutto nasce grazie all’idea di un italiano che viveva in Germania, ACAMPING ANNI50ngeletti Francesco, che, coinvolgendo una fabbrica di tende da campeggio, la Pionier per l’appunto, in accordo con l’amministrazione del momento, creava nel 1953 un’area attrezzata per il Campeggio, una grande novità per il turismo dell’epoca che non conosceva questo modo di fare vacanza.

Il Campeggio era dotato di docce, servizi igienici, lavatoi per le stoviglie, illuminazione ed energia elettrica fornita da un rumorosissimo gruppo elettrogeno, con un guardiano sempre presente. Dopo pochi anni veniva ceduto a Palmieri Mario di Aosta che lo gestisce per un paio di anni. È solo nel 1958 che un ragazzo di 25 anni, Eleuteri Renato, mio padre, nato a Roma e arrivato a Montalto con tutta la sua famiglia nell’immediato dopoguerra, inizia ad intravedere in quel modo un po’ stravagante di fare turismo la possibilità di creare un’attività che consentisse un flusso continuativo e ciclico di turisti. Grazie alla passione e alla forza di volontà è riuscito a fare di questo posto un vero e proprio centro di vacanze. Certamente i sacrifici per poter accogliere dignitosamente tutte queste genti  provenienti da ogni CAMPING ANNI80parte del mondo e in special modo dall’Europa, non sono stati pochi: basti pensare che una volta le lingue straniere non si imparavano a scuola… allora si era autodidatti!

Una volta era soltanto l’esperienza, l’occhio e una grande passione per ciò che si faceva che ti diceva come doveva essere impostato il lavoro. Il bello è stato poi quando è arrivata una legge a regolamentare questo settore; in quel momento ci siamo resi conto che la nostra azienda era tra le meglio attrezzate e che insieme ad altre stava facendo da guida.
Quanto è cambiato il modo di fare turismo all’aria aperta negli anni!
Una volta era la tenda che la faceva da regina: a casetta che per montarla ci voleva un ingegnere, la canadese che per chi soffriva negli spazi ristretti era un incubo e in cui la puzza di muffa ti accompagnava per i primi giorni dopo il montaggio. Ce ne erano di tutte le forme e dimensioni, era il modo di fare turismo più in auge del momento. Poi sono arrivate le prime roulotte e secondo me è in quel preciso momento che è finito tutto il romanticismo di questa vacanza. Per non parlare dei divertimenti… una volta era sufficiente un buon fiasco di Grechetto di Gradoli, un piatto di penne all’arrabbiata e una chitarra per accendere una festa e tutti si divertivano con niente; oggi ci sono vere e proprie aziende di animazione che poi alla fine ti propongono sempre le stesse cose, come CAMPING ANNI60se il divertimento fosse standardizzato!

CAMPING ANNI70Chi sulla spiaggia non ha mai fatto girare una bottiglia nella speranza di poter baciare la bella o il bello del momento?

 

 

brochure vecchia

A quei tempi bastava che nel campeggio partisse un secchio d’acqua e la serata diventava un ciclone e dopo tutti a fare il bagno al mare, possibilmente nudi. Tornei e gare coinvolgevano tutti… Ci si sfidava a chi finiva per primo piccantissimi piatti di penne, boccali pieni di birra; c’era la pentolaccia con l’immancabile gavettone finale, le cacce al tesoro per adulti e bambini, gli incontri musicali che vedevano sul palco cantanti di grido del momento, come Santino Rocchetti o Franco Califano, oppure
gli studenti svedesi del nostro grande maestro Gianni Sartori, immancabili ospiti del Camping e tanti altri, tutti con un denominatore comune: la semplicità. Oggi forse ci siamo complicati un po’ troppo la vita, abbiamo estremizzato tutto con un risultato pessimo: l’insoddisfazione.Forse dovremmo riscoprire la semplicità, come quei primi turisti che arrivavano con una tendina, un pericolosissimo fornellino a spirito, un pentolino, e pochissimi e semplici indumenti. Ma vi garantisco  che la voglia di divertirsi di quei tempi io non l’ho più rivista! Oggi per chi arriva, specialmente i primi due giorni, sembra un trasloco: frigoriferi, cucine economiche, armadi, pavimenti in legno, verande, gazebo, teli, cucinini, che solo a fare l’elenco uno già si sente stanco!

logo_pionierForse il campeggio dovremmo tornare a viverlo come un tempo, senza pretese, se non quella di stare qualche giorno all’aria aperta in allegria. Insieme alla mia famiglia, anche se purtroppo oggi mio fratello Domenico non c’è più, ci sentiamo come lo dice il nome stesso del nostro camping, un po’ i pionieri del turismo a Montalto, gente che con un paziente lavoro di propaganda fatta di fiere, pubblicità su riviste specializzate e network, ha contribuito a far conoscere ed apprezzare la nostra bella cittadina e il nostro territorio un po’ in tutto il mondo. Siamo ormai arrivati alla terza generazione sempre impegnati a portare turisti a Montalto e ci stiamo preparando, sempre con nuovi investimenti, ad accogliere, con la dovuta umiltà, i turisti del futuro e tutte le esigenze che questo mercato fatto di una evoluzione frenetica ci impone. A volte qualcuno mi chiede a quanti anni mio padre ha iniziato a farci lavorare… noi siamo nati e cresciuti all’interno del camping e forse è per questo che per noi più che un lavoro è diventato ormai un modo di vivere, un tutt’uno, come se il campeggio fosse la nostra vita!

 

 

 

Maurizio Eleuteri

 

 Campanone 2 05 22