Pionier Etrusco Camping Village

Camping Pionier Etrusco tre parole che racchiudono una...


  1. evoluzione fatta di cura dei servizi,

  2. attenzione alle esigenze dei propri clienti,

  3. continua innovazione.

Una azienda fatta di persone che amano il proprio lavoro.
Una tradizione arrivata ormai alla terza generazione.
L'esperienza ultra sessantennale il nostro valore aggiunto.
Siate curiosi, sfogliate le nostre pagine, scoprite tutte le opportunità che offre il nostro territorio, storia, archeologia, arte, natura, acque, tradizioni centenarie tipiche dell'aspra e ruvida maremma.
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Escursioni

Escursioni (5)

Il Monte Argentario è un promontorio che si protende nel Mar Tirreno in corrispondenza delle due isole più meridionali dell´ Arcipelago Toscano; l'Isola del Giglio e l'Isola di Giannutri. Anche l´Argentario nasce come isola, ma nel corso dei secoli l'azione congiunta delle correnti marine e del fiume Albegna hanno creato due istmi, il Tombolo di Giannella ed il Tombolo della Feniglia, unendo di fatto l'isola alla terra ferma, formando nel contempo la Laguna di Orbetello.
Il Monte Argentario raggiunge il punto più alto in corrispondenza di Punta Telegrafo (635 m.) ed è caratterizzato da un territorio completamente montuoso, addolcito unicamente dall'opera dell'uomo che ha creato nel tempo delle terrazze coltivate prevalentemente a vigneto. La costa, molto frastagliata, offre cale e calette, prevalentemente sassose, di notevole bellezza dal punto di vista naturalistico. In questo contesto si inseriscono i due paesi, entrambi a vocazione marinara, che formano il comune di Monte Argentario; rivolto a settentrione si trova Porto Santo Stefano, dove è posto il municipio, mentre Porto Ercole, più piccolo, è rivolto a meridione.

terme

La sorgente delle Terme di Saturnia nasce in un cratere vulcanico e scorre lungo un ruscello naturale, detto il Gorello, per circa 500 metri, dove un dislivello crea una cascata che forma, a sua volta, una serie di piscine naturali scavate nella roccia.
Queste cascate si trovano in aperta campagna ma sono facili da raggiungere. Sulla strada che conduce al piccolo borgo, si apre un panorama che consente già in lontananza di ammirare questo luogo incantato, reso ancora più suggestivo, dalla nuvola di vapore che perennemente lo sovrasta. Le acque sulfuree sgorgano dal sottosuolo con una portata di 800 litri al secondo ed una temperatura costante di 37° centigradi. Esse erano conosciute già ai tempi degli Etruschi i quali avevano individuato nella sorgente virtù "miracolose". Successivamente, con la romanizzazione dell’area, si proseguì a trarre beneficio dalle Terme di Saturnia, attraverso la creazione di veri e propri edifici per lo sfruttamento terapeutico della sorgente; sono tutt’oggi visibili numerosi reperti a testimonianza dell’operato dei Romani. Nel Medioevo la particolarità di questo luogo, dovuta al vapore acqueo, al calore sprigionato e all'odore di zolfo, propiziarono molte leggende. Si narrava che il diavolo uscisse da qui quando lasciava gli inferi. Il territorio veniva descritto come un luogo in cui sgorgavano acque stregate, che andavano a depositarsi in pozze fumanti e bollenti, diffondendo nell'aria un acuto odore satanico. Le cronache del tempo ricordano convegni di maghi e di streghe, sortilegi e riti sabbatici. Dal punto di vista scientifico l’acqua di Saturnia è: “acqua minerale omeotermale sulfureo-carbonica, solfato-bicarbonato-alcalino terrosa” ed annovera tra le sue peculiarità la presenza di due gas disciolti quali l'idrogeno solforato e l'anidride carbonica. La composizione di quest'acqua racchiude il segreto della sua proprietà salutare efficace per la pelle, l'apparato respiratorio e muscolo-scheletrico.
Le Terme di Saturnia si trovano a circa 50 km di distanza da Pescia Romana.
Ad una distanza di poco superiore si trovano le Terme di Viterbo, tra cui le note “Terme dei Papi”.

Martedì, 14 Febbraio 2017 11:25

Il Giardino dei Tarocchi

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Al confine tra Lazio e Toscana, nel cuore della Tuscia a soli 5 minuti dall'Agriturismo Poggio di Maremma si trova uno dei più incredibili parchi mai realizzati: stiamo parlando del fantastico Giardino dei Tarocchi, ideato dall'artista franco-statunitense Niki de Saint Phalle.
Il Giardino, aperto al pubblico nel 1998, si trova sul versante meridionale della collina di Gravicchio, a Capalbio ed occupa una superficie di circa 2 ettari al cui interno si trovano incredibili sculture alte fino a 15 metri che rappresentano i 22 arcani dei Tarocchi, realizzate in acciaio e cemento e rivestite di specchi, vetri e ceramiche colorate.
La meraviglia e lo stupore che si prova nel visitare questi giganti colorati è semplicemente unica, così come lo è l'atmosfera che si respira nel parco. Seguiteci e vi porteremo alla scoperta di questo mondo incantato e della sua storia!
Tutto ebbe inizio verso la fine degli anni settanta, dopo che Niki de Saint Phalle visitò il celebre Parc Guell a Barcellona di Antonì Gaudì ed il nostro Parco dei Mostri di Bomarzo. L'artista trasse così tanta ispirazione da queste opere che iniziò a dedicarsi anima e corpo alla realizzazione di un suo giardino, dove poter esprimere liberamente le sue visioni e tutta la sua dirompente creatività.
Per più di 17 anni si dedicò, affiancata, oltre che da diversi operai specializzati, da un'équipe di nomi famosi dell'arte contemporanea, alla realizzazione di 22 ciclopiche statue, rappresentanti ciascuna uno degli Arcani Maggiori dei Tarocchi, ricoperte di mosaici in specchio, vetro pregiato e ceramiche.
Con questo giardino fantastico la scultrice coronò il sogno della sua infanzia. Durante il percorso di visita si viene letteralmente trasportati in un mondo surreale arricchito da citazioni, messaggi e pensieri che accompagnano lungo il cammino.
Il padiglione d'ingresso realizzato da Mario Botta e costituito da una lunga muraglia in tufo con un'apertura circolare al centro, sembra voler sottolineare il passaggio dal mondo reale a quello onirico ed enigmatico del Giardino, e le sinuose panchine di Pierre Marie Le Jeune offrono un incantevole ristoro per contemplare l'esplosione di colore e fantasia dei mosaici e delle ceramiche.
Varcata la soglia d'ingresso, si giunge alla grande piazza centrale occupata da una vasca e sovrastata dalle figure unite della Papessa e del Mago, i primi Arcani Maggiori dei Tarocchi che si incontrano. La scultura della Papessa, con la grande bocca spalancata è un chiaro omaggio all'Orco del Parco dei Mostri di Bomarzo.
Al centro della vasca circolare in cui si raccolgono le acque sgorganti dalla bocca della Papessa, si trova la Ruota della Fortuna, scultura meccanica semovente eseguita da Jean Tinguely, marito di Niki de Saint Phalle.
E poi ancora è impossibile non rimanere affascinati dall'Albero della Vita, con teste di serpente al posto dei rami ed il tronco ricoperto da iscrizioni dell'artista o dal Papa, realizzato con tecnica filiforme; dai colori intensi del Sole, simboleggiato da un grande uccello di fuoco variopinto, dalle sculture più piccole come la Morte, la Temperanza e gli Innamorati, realizzate a Parigi con la collaborazione di Mario Zitelli e poi prodotte in poliestere da Robert, Gerard e Olivier Haligon.
Tra le sculture più rappresentative del complesso, un capitolo a parte lo merita senza dubbio l'Imperatrice, gigantesca statua all'interno della quale Niki de Saint Phalle ha anche abitato per lunghi periodi durante i lavori. Si avete capito bene! Questa gigantesca scultura al suo interno ospita oltre ad una stanza da letto e ad un soggiorno anche una cucina, e le sue pareti sono interamente rivestite da migliaia di frammenti di specchi veneziani!
Enorme ed opulenta, con il corpo esageratamente formoso rivestito di una fantasmagoria di ceramiche, questa statua incarna forse meglio di qualsiasi altra scultura lo stile adottato dall'artista.
Il resto ve lo lasciamo scoprire di persona...avete ancora dei dubbi? Visitare il Giardino dei Tarocchi è un'esperienza meravigliosa che vi regalerà trascorrere un breve ma intenso viaggio di evasione dalla realtà.
Un must assoluto per tutti coloro che hanno amato le opere di Gaudi a Barcellona, per chi cerca un'idea originale per trascorrere un fine settimana, ma soprattutto per tutti coloro che ancora credono nei sogni e non riescono a smettere di farlo!

via francigenatusciaQuanti e quali segni ha lasciato l’uomo sul territorio della Maremma, può essere una discussione avvincente perché si lega indissolubilmente con le ragioni della sua natura selvaggia.
Gli etruschi la popolarono interamente e ne fecero il loro giardino, i romani le colonizzarono vi costruirono ville ma soprattutto la dotarono di un’arteria d’espansione potente ed efficiente: la Via Aurelia. Visse la dominazione dei Longobardi che vi lasciarono un lungo elenco di toponimi, in primis proprio “Pescia” che sta ad indicare, in quel lontano linguaggio, luogo ricco di acque. Il medioevo vede fiorire nuove e importanti città che in un ideale collegamento ricrearono quel fermento di vita e di commerci che l’aveva animato il territorio durante la lunga stagione etrusca. Capalbio, Montalto di Castro, Tuscania, Orvieto e, infine, Corneto la città che oggi ha preso il nobile nome della città-stato più importante dell’Etruria: Tarquinia.
Per chi è alla ricerca del fascino discreto del borgo medievale, della materna protezione di mura e rocche questi luoghi rappresentano una sicura soddisfazione soprattutto quando sono uniti al vivere lento delle realtà contadine che ancora li circondano. Capalbio, Orvieto e Tarqunia, inoltre offrono sempre di più una valida alternativa culturale alla grande Città: da anni ospitano festival di letteratura, di musica e di cinema; in queste deliziose cittadine sono vissuti e vivono artisti che producono le loro opere ispirati da paesaggi e atmosfere. Così, in un vicolo del centro, puoi incontrare atelier o piccole sale mostra. tuscia viterbese

vulci2Vulci è un'antica città etrusca che si trova nel territorio dell'odierna Canino e Montalto di Castro, in Provincia di Viterbo nella maremma laziale. Nonostante sia relativamente lontana dal mare, si trova infatti su di una piattaforma calcarea lungo la riva destra del Fiora, fu una delle più grandi città-stato dell'Etruria con un forte sviluppo marinaro e commerciale con Grecia e Oriente, come testimoniano i sontuosi corredi funebri ritrovati nelle necropoli adiacenti ed oggi sparsi nei musei di tutto il mondo.
Le necropoli che circondano la città, situate nei territori di Montalto di Castro e Canino , nelle località di Cavalupo, Ponte Rotto, Polledrara, Osteria, Campo di Maggio e Camposcala, si trovano migliaia di tombe, dalle forme e tipologia diverse: fosse, tumuli, tombe a cassone, tombe a camera e tombe a corridoio. Tra le più note: il grandioso tumulo della Cuccumella (alto 18 metri e con 75 metri di diametro), la Cuccumelletta e la Rotonda, la tomba François, situata nel territorio di Canino, quelle dei Tori, delle Iscrizioni e dei Due Ingressi. All'Osteria sono presenti diverse tombe a camera caratterizzate dal soffitto scolpito, come era in uso nelle abitazioni etrusche.

Diverse sono le opportunità per visitare il Parco Naturalistico Archeologico di Vulci.
Si può scegliere uno dei Percorsi che attraversano il pianoro dell’antica città etrusca, da godere con tranquillità e senza fretta, con il passeggino, con il cane, da soli o con gli amici... il Percorso Breve (Km.2,300), il Percorso Completo (Km.3,500) o il Percorso Natura fino al Laghetto del Pellicone.
Oppure si può approfondire la conoscenza di Vulci usufruendo di una visita guidata. Le nostre guide sono a disposizione (basta prenotare almeno con 48 ore di anticipo o usufruire degli appuntamenti in agenda) per un accompagnamento di dattico al parco (gli scavi della città etrusco-romana), per accompagnamento didattico alla necropoli orientale e per l'accompagnamento didattico al Museo Nazionale della Badia. Ed ancora:
L'Archeotrekking ,  un percorso da effettuare in compagnia della guida del Parco: tra i sentieri più suggestivi del Lazio, il trekking di Vulci , lungo le sponde del Fiora, intreccia l’itinerario archeologico a quello naturalistico, alla scoperta di paesaggi sempre diversi della maremma etrusca. Basta un po' di allenamento...
Su richiesta di maneggi e associazioni equestri, è consentito l'accesso di gruppi a cavallo che dovranno però essere accompagnati dalle guide equestri del Parco (il servizio di guida è obbligatorio).Agli amanti della mountain-bike è consentito l'accesso con il loro mezzo, attenendosi ai percorsi carrabili.
In Estate da non perdere gli eventi in agenda, con le attività sportive, anche  in acqua: tiro con l'arco, canoa, aquatrek e tanto altro... Adatti ad ogni età!
 
Per Informazioni: 0766.89298 ~ www.vulci.it vulci3